Luisa Rota Sperti - Spaventa i passeri ? (Does it scare the crows ?)

LUISA ROTA SPERTI

Spaventa i passeri ? (calepino)


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Does it scare the crows ?

Luisa Rota Sperti - Spaventa i passeri ? (Does it scare the crows ?)

TIROLESE FEMMINA

Luisa Rota Sperti - Spaventa i passeri ? (Does it scare the crows ?)

Does it scare the crows? (Photo: Adelio Alqua')



Luisa Rota Sperti - Spaventa i passeri ? (Does it scare the crows ?)

PECORA NERA

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Does it scare the crows? (Photo: Adelio Alqua')



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CONTADINO BIONDO

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Does it scare the crows? (Photo: Adelio Alqua')



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MOTOCICLISTA CON L'UCCELLINO ROSA

Luisa Rota Sperti - Spaventa i passeri ? (Does it scare the crows ?)

Does it scare the crows? (Photo: Adelio Alqua')



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LA PASTORELLA VERDE CON IL CAMPANELLO CAMPANA

Luisa Rota Sperti - Spaventa i passeri ? (Does it scare the crows ?)

Does it scare the crows? (Photo: Adelio Alqua')



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IL GUARDIANO DELLE API



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"LEI" SULLA COLLINA



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L'ACCADEMICO



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CUSTODE DEGLI ALVEARI



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LA FRANCESINA



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FRACK TURCHESE



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PASTORELLA ROSSA



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LA BEFANELLA DI NATALE

Luisa Rota Sperti - Spaventa i passeri ? (Does it scare the crows ?)



Spaventapasseri is becoming a booklet for the nephews.

Luisa Rota Sperti



SCARECROW TRACKINGS

- Scarecrows at Somana, August 2009
- Scarecrows on the hills in Somana, August 2009
- Scarecrows at the Resinelli, August 2009
- Scarecrows at Torrebelvicino, August 2009
- Scarecrows at Riva di Vallarsa, August 2009
- Scarecrows at Cesuna, December 2009
- Scarecrows at Pievebelvicino, December 2009
- Scarecrows at Somana, December 2009
- Scarecrows at Runc (Bergamo) winter 2009
- Scarecrows at Somana, Summer 2010
- Scarecrows at Chiuso (Lc) Summer 2010



Montagne incantate. Un' artista tra la Grigna e il Nepal
Repubblica — 10 febbraio 2009 pagina 13 sezione: MILANO

Ama l'alta montagna e l'estremo oriente, vive alle pendici della Grigna, una delle montagne più belle di Lombardia, e dall' orto di casa, che coltiva personalmente, vede il lago di Como. Luisa Rota Sperti, disegnatrice di abilità straordinaria, conduce una vita appartata e solitaria, quasi selvatica, evitando accuratamente qualsiasi occasione di mondanità. Preferisce i ripidi sentieri che da Mandello del Lario salgono verso la montagna, lungo i quali ha disseminato strambi e splendidi spaventapasseri costruiti con materiali di recupero.
Ma soprattutto, da oltre trent'anni, racconta le sue grandi passioni in ampi cicli di disegni, eseguiti con impeccabile virtuosismo, dai quali emergono immagini incantate e storie d' altri tempi. Quando non disegna e quando non va in montagna, insegna a dipingere ai degenti del reparto di psichiatria dell' ospedale di Lecco, facendo arteterapia da molto tempo prima che questo termine diventasse di uso comune.
Le pagine di Dino Buzzati, che ha saputo divulgare a un vasto pubblico le imprese eroiche dell' alpinismo classico, sono state la fonte di ispirazione per la serie intitolata Dalle cattedrali della terra ai sentieri del cielo. In questi disegni si scoprono le vicende di Giovanni Battista Piaz, il "diavolo delle Dolomiti", socialista impenitente negli anni del fascismo, che arrampicava portandosi nello zaino il suo cane di nome Satana; di Hans Dulfer, alpinista e pianista, il primo a superare il sesto grado; e di Oswald Gabriel Haupt, che durante le scalate teneva sempre un ombrello attaccato alla cintura, in caso di pioggia.
Tra le sue opere gli spaventapasseri fatti con materiali di recupero e collocati sui sentieri del Lario.
I suoi fogli, a un primo sguardo, sembrano un' intricata selva di segni neri, ma se si osserva con attenzione si scoprono spuntoni di roccia e boschi fitti di alberi dai quali spuntano animali, persone e, talvolta, i volti degli alpinisti più famosi come il grande Riccardo Cassin, che ha appena compiuto i cento anni, Walter Bonatti, al quale recentemente è stato riconosciuto un ruolo determinante nella conquista della vetta del K2, e Reinhold Messner, che ha organizzato una mostra personale della Rota Sperti nel Messner Mountain Museum sul Monte Rite.
Anche la storia del Tibet e le affascinanti leggende del lontano oriente hanno un ruolo centrale nella sua opera. Giovanissima, nei primi anni Settanta, Luisa Rota Sperti è partita dal suo paese in Cinquecento, insieme a un amico, e ha girovagato per mesi fino in India, Pakistan, Afghanistan e Nepal. Per riuscire a tornare a casa dovette tagliare i parafanghi della macchina e montare pneumatici da fuoristrada, gli unici rimediati da quelle parti. Da quel viaggio mitico ha riportato storie che ancora oggi animano i suoi lavori.
Il modo migliore per scoprire la sua arte è farsi un giro sul Monte Pelmo, nelle Dolomiti: ogni rifugio ha un suo disegno, portato a spalla e consegnato di persona dall' autrice. La natura diventa la sua galleria d' arte e il paesaggio ritratto è quello che si vede dalle finestre dei rifugi stessi. Chi, invece, non avesse voglia di fare fatica, da stasera può vedere oltre trenta disegni, la maggior parte dei quali di grande formato, allo Spaziomontagna del Club Alpino Italiano di Milano (catalogo a cura di Alberto Benini). In mostra vengono presentati anche due documentari girati da Ferruccio Ferrario, Ruggero Meles e Sabrina Bonaiti, in cui si può seguire la genesi delle opere, raccontata dalla viva voce dell' artista. (Michele Tavola)

Luisa Rota Sperti





Video: My land Tibet